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    • Quando la tua banca ti "fantasma"

      Sei un imprenditore, da diversi anni sei cliente della tua banca storica e come te anche i tuoi genitori, parenti, amici, dipendenti. Hai anche posizioni in altre banche, ma sono residuali rispetto alla prima. L'azienda sembra andare bene, il fatturato cresce, i conti sono a posto anche se si potrebbero migliorare, e con il Covid19 quest'anno fai un po' più di fatica. Si presenta finalmente l'opportunità, che a dire il vero si trascina da anni, di acquisire un'importante affare: devi reperire liquidità per comprare macchinari di ultima generazione e cosa fai? Beh, vai nella tua banca e richiedi un finanziamento, come praticamente fanno ed hanno fatto tutti i tuoi colleghi imprenditori che conosci da anni. Ma la tua banca storica, oltre a richiederti un bel po' di documentazione contabile e fiscale, dopo aver analizzato e incrociato bilanci, diverse centrali rischi, situazioni di mercato e settoriali, inizia a chiederti altri dati, magari prospettici, anche della situazione personale tua e dei soci. Il tempo passa e dopo diverse telefonate, mail, messaggi e appuntamenti andati a vuoto, la tua banca finalmente ti chiama e ti chiede ulteriori garanzie personali e/o reali (pegno e ipoteche). Perché? "Eh beh, sai, il tuo rating è un po' bassino e la banca deve richiederle per forza se vuoi il finanziamento... c'è Basilea 3, gli accantonamenti..." Queste storie si ripetono ormai da un po' di tempo: tutto il sistema finanziario si sta adeguando e per erogare del credito adottano degli algoritmi che analizzano numerose banche dati per assegnare un "rating" a tutti coloro, imprese o famiglie, che chiedono un affidamento. Questi rating poi varieranno, nel bene o nel male, nel corso dei mesi alimentati da tutta la base dati che la banca ha già a sua disposizione. Ma sapete come calcolarlo? E la vostra azienda, come viene vista dai vari stakeholders (portatori di interesse, quali ad esempio banche, fornitori, soci, dipendenti, ecc.)? Soprattutto, ho degli strumenti finanziari per migliorare il mio merito creditizio e pagare perciò meno interessi? Qui una mia intervista con Vittorio Bacchetti sull'argomento: Qui di seguito, gli strumenti di cui parlo nell'intervista: Analisi merito creditizio di S-Peek Calcola il rating della tua azienda

    • E un altro semestre se ne va...

      Direi un semestre piuttosto complicato, che chiude un lungo periodo di rialzi che durava da più di un decennio. Una pandemia come quella ancora in corso non è facile da affrontare e i mercati ne hanno risentito pesantemente, pur con un inaspettato e notevole recupero. Pubblico qui di seguito i risultati delle diverse asset class degli ultimi 15 anni, fino al primo semestre 2020 incluso. I tassi delle obbligazioni continuano a permanere sotto lo zero, e, a parte un aumento dei rendimenti durante la chiusura delle attività dovuta al Covid-19, complice anche i massicci interventi delle banche centrali di mezzo mondo, non sarà facile replicarne gli ultimi 10 anni, a meno che non si lasci il porto "sicuro" delle obbligazioni investment grade e si inizi a considerare qualcosa di più speculativo. Il rendimento del portafoglio contrassegnato con AA nella figura (ribilanciato annualmente e non tenendo conto di costi, spese e tasse) diminuisce dal 6,97% al 5,88% annuo. La diversificazione continua a pagare, ma per aumentare la redditività si dovrà necessariamente spostare parte degli asset sulla parte azionaria. A questo, bisogna iniziare ad aggiungere che è inutile creare bellissimi portafogli super efficienti se prima non avremo eliminato i rischi catastrofici nei quali ognuno di noi potrebbe incorrere nelle nostre sempre più lunghe vite e che prosciugherebbero in poco tempo tutti i risparmi faticosamente accumulati in una vita, ridimensionando per giunta i nostri redditi e complicando la vita a chi sarà intorno a noi. L'italiano medio a questo punto inizia a cercare insistentemente oggetti metallici, sperando che basti. Lo so, "toccare ferro" è gratis, mentre affrontare i problemi alla fonte ha un costo emotivo e economico più elevato. Affrontiamoli insieme: se volete seriamente prendere in mano le redini del vostro futuro, contattatemi pure qui.

    • Più le mandi giù e più si tiran su...

      Si fa un gran parlare di azioni in questi mesi, soprattutto in relazione ad eventi catastrofici quale l'attuale ed ancora in corso pandemia da Covid-19. I titoli dei quotidiani, sia online che cartacei, ne hanno approfittato e i termini quali "crollo", "bruciati N miliardi" nel falò delle vanità del capitalismo, et similia, sono diventati ahimè sempre più comuni. Qui i risparmiatori meno avveduti e in cerca di guadagni facili hanno venduto troppo tardi e in preda al panico e (come sempre) hanno davvero perso rilevanti capitali. Questo viene anche certificato dal recente aumento della liquidità sui conti correnti, arrivati all’astronomica cifra di 1.460 miliardi di euro. Però, quando si affrontano gli investimenti, che ricordiamolo, servono a produrre rendimenti nel lungo termine (vedi qui), non possiamo dimenticare proprio le azioni. Ma sapete davvero cosa sono e come funzionano? Le azioni rappresentano una quota del capitale sociale di un'impresa (SpA o SapA) e quindi chi le possiede partecipa in qualità di socio alla vita dell'azienda. Tramite esse, il socio può, ad esempio, partecipare ed intervenire alle assemblee, votare, impugnare il bilancio, ecc. e ha ulteriori diritti quali essere remunerato dai dividendi che vengono staccati periodicamente, oltre che ricevere assegnazioni di azioni in caso di aumento gratuito di capitale e di opzione nel caso sia a pagamento. I titoli azionari non hanno scadenza e possono essere compravenduti sul mercato, a patto esso stesso sia liquido (cioè che esistano compratori e venditori). Tralasciando ulteriori distinzioni tra azioni ordinarie, privilegiate e di risparmio, concentriamoci invece su che cosa influisce sul valore delle azioni e del perché questo oscilli quotidianamente. Le azioni sono titoli a reddito variabile; i dividendi (che derivano dagli utili netti che annualmente la società produce) non sono mai certi a priori e cambiano nel tempo. Quindi, le azioni sono valutabili solamente sulla base dei flussi di cassa che generano e del prezzo di vendita. Semplificando, il prezzo di un'azione è funzione del flusso futuro (infinito) di dividendi. Questo significa che il mercato prezza istantaneamente qualsiasi evento (positivo o negativo) in funzione degli utili che le società produrranno nel futuro, e tanto più questo è lontano nel tempo, tanto più le oscillazioni del prezzo saranno elevate. Quindi, più alte saranno le previsioni sugli utili aziendali futuri e più elevate saranno le quotazioni azionarie delle stesse. Il mercato ha sempre ragione, come si dice, ma a volte esagera: quotazioni maggiori attraggono sempre più investitori, che continueranno ad acquistare a prezzi sempre più elevati (anche oltre quelli ritenuti più congrui) fino a quando un evento che impatta negativamente gli utili futuri (come ad esempio il Covid-19) pone fine alla lunga fase rialzista (o Toro). Le nuove prospettive si abbattono pertanto sui prezzi, e inizia una velocissima discesa dei prezzi (detta fase ribassista o Orso), a livelli più consoni rispetto ai nuovi utili aziendali. Il mercato, anche qui, è portato ad esagerare e le quotazioni tendono ad andare sempre più giù, dovuto più che altro alla fuga degli investitori... Le crisi spazzano via le aziende che operano in settori poco performanti, sottocapitalizzate, sovraindebitate e con utili descrescenti o addirittura in perdita. Lasciano strada invece ad aziende solide, poco indebitate, con utili crescenti e che migliorano costantemente la frontiera tecnologica. Il ciclo si ripete, inizia una nuova fase Toro e chi ha acquistato quando tutti vendevano avrà un extra rendimento sui propri capitali dovuto non tanto al mercato ma al proprio comportamento. I risultati, dopo anni di comportamenti adeguati, si vedono: chi ha saputo, magari con l'aiuto di un consulente finanziario, investire sul giusto orizzonte temporale approfittando anche delle "stagioni degli sconti" che periodicamente i mercati offrono, avrà ottenuto dei risultati adeguati. Chi invece, magari dopo fallimentari esperienze sui mercati affrontati senza adeguata preparazione, ha mantenuto e mantiene i propri risparmi sul conto corrente, vedrà il proprio capitale affievolirsi anno dopo anno senza neanche accorgersene.

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    • Consulente finanziario e patrimoniale a Gradisca d'Isonzo

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    • Giuseppe Trentadue Consulente finanziario e patrimoniale

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    • Giuseppe Trentadue consulente finanziario

      CHI SONO Ho lavorato per 27 anni in un primario gruppo bancario, svolgendo diversi ruoli e compiti sempre più complessi e interessanti. Ho appreso molto in questi anni, anche come direttore di diverse filiali del Friuli Venezia Giulia, lavorando con persone, aziende e realtà che ho imparato a conoscere ed apprezzare. Dal 2016 sono Consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede: qui posso accompagnare ed assistere i miei clienti, sia persone fisiche che giuridiche, nel settore degli investimenti finanziari, delle scelte assicurative e previdenziali. Carriera 1988: Diploma in Ragioneria e Perito commerciale con il massimo dei voti Dal 1989 al 2016: ruoli commerciali e direzionali in diverse filiali e sedi centrali di Intesa SanPaolo Dal 2002 al 2004: Master Banking e Financial Diploma – ABI formazione Dal 2016: Consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede Iscritto all’albo dei consulenti finanziari al Iscritto al RUI sez. E al n. 621 del 27/11/2014 n. E000509592 del 08/01/2015 ​ LA MIA MISSIONE ​ Aiutare le persone ad ottenere il meglio dalla propria situazione economico/finanziaria e patrimoniale, proteggendole dagli eventi negativi. ​ AFFIDARSI AL CONSULENTE FINANZIARIO ​ Cosa fa e perché è importante affidarsi a un consulente finanziario? Come scegliere il professionista giusto? Eccolo spiegato in sintesi direttamente da Joe Capobianco, direttore di Ocf l'organismo preposto alla tenuta dell'Albo Unico dei consulenti finanziari ​ ​ Hai bisogno di maggiori informazioni? Contattami via telefono, email o sui canali "social" Contattami

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