Quando la tua banca ti "fantasma"

Aggiornamento: apr 9

Sei un imprenditore, da diversi anni sei cliente della tua banca storica e come te anche i tuoi genitori, parenti, amici, dipendenti. Hai anche posizioni in altre banche, ma sono residuali rispetto alla prima. L'azienda sembra andare bene, il fatturato cresce, i conti sono a posto anche se si potrebbero migliorare, e con il Covid19 quest'anno fai un po' più di fatica.


Si presenta finalmente l'opportunità, che a dire il vero si trascina da anni, di acquisire un'importante affare: devi reperire liquidità per comprare macchinari di ultima generazione e cosa fai? Beh, vai nella tua banca e richiedi un finanziamento, come praticamente fanno ed hanno fatto tutti i tuoi colleghi imprenditori che conosci da anni.


Ma la tua banca storica, oltre a richiederti un bel po' di documentazione contabile e fiscale, dopo aver analizzato e incrociato bilanci, diverse centrali rischi, situazioni di mercato e settoriali, inizia a chiederti altri dati, magari prospettici, anche della situazione personale tua e dei soci. Il tempo passa e dopo diverse telefonate, mail, messaggi e appuntamenti andati a vuoto, la tua banca finalmente ti chiama e ti chiede ulteriori garanzie personali e/o reali (pegno e ipoteche). Perché? "Eh beh, sai, il tuo rating è un po' bassino e la banca deve richiederle per forza se vuoi il finanziamento... c'è Basilea 3, gli accantonamenti..."


Queste storie si ripetono ormai da un po' di tempo: tutto il sistema fina