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  • Quando la tua banca ti "fantasma"

    Sei un imprenditore, da diversi anni sei cliente della tua banca storica e come te anche i tuoi genitori, parenti, amici, dipendenti. Hai anche posizioni in altre banche, ma sono residuali rispetto alla prima. L'azienda sembra andare bene, il fatturato cresce, i conti sono a posto anche se si potrebbero migliorare, e con il Covid19 quest'anno fai un po' più di fatica. Si presenta finalmente l'opportunità, che a dire il vero si trascina da anni, di acquisire un'importante affare: devi reperire liquidità per comprare macchinari di ultima generazione e cosa fai? Beh, vai nella tua banca e richiedi un finanziamento, come praticamente fanno ed hanno fatto tutti i tuoi colleghi imprenditori che conosci da anni. Ma la tua banca storica, oltre a richiederti un bel po' di documentazione contabile e fiscale, dopo aver analizzato e incrociato bilanci, diverse centrali rischi, situazioni di mercato e settoriali, inizia a chiederti altri dati, magari prospettici, anche della situazione personale tua e dei soci. Il tempo passa e dopo diverse telefonate, mail, messaggi e appuntamenti andati a vuoto, la tua banca finalmente ti chiama e ti chiede ulteriori garanzie personali e/o reali (pegno e ipoteche). Perché? "Eh beh, sai, il tuo rating è un po' bassino e la banca deve richiederle per forza se vuoi il finanziamento... c'è Basilea 3, gli accantonamenti..." Queste storie si ripetono ormai da un po' di tempo: tutto il sistema finanziario si sta adeguando e per erogare del credito adottano degli algoritmi che analizzano numerose banche dati per assegnare un "rating" a tutti coloro, imprese o famiglie, che chiedono un affidamento. Questi rating poi varieranno, nel bene o nel male, nel corso dei mesi alimentati da tutta la base dati che la banca ha già a sua disposizione. Ma sapete come calcolarlo? E la vostra azienda, come viene vista dai vari stakeholders (portatori di interesse, quali ad esempio banche, fornitori, soci, dipendenti, ecc.)? Soprattutto, ho degli strumenti finanziari per migliorare il mio merito creditizio e pagare perciò meno interessi? Qui una mia intervista con Vittorio Bacchetti sull'argomento: Qui di seguito, gli strumenti di cui parlo nell'intervista: Analisi merito creditizio di S-Peek Calcola il rating della tua azienda

  • E un altro semestre se ne va...

    Direi un semestre piuttosto complicato, che chiude un lungo periodo di rialzi che durava da più di un decennio. Una pandemia come quella ancora in corso non è facile da affrontare e i mercati ne hanno risentito pesantemente, pur con un inaspettato e notevole recupero. Pubblico qui di seguito i risultati delle diverse asset class degli ultimi 15 anni, fino al primo semestre 2020 incluso. I tassi delle obbligazioni continuano a permanere sotto lo zero, e, a parte un aumento dei rendimenti durante la chiusura delle attività dovuta al Covid-19, complice anche i massicci interventi delle banche centrali di mezzo mondo, non sarà facile replicarne gli ultimi 10 anni, a meno che non si lasci il porto "sicuro" delle obbligazioni investment grade e si inizi a considerare qualcosa di più speculativo. Il rendimento del portafoglio contrassegnato con AA nella figura (ribilanciato annualmente e non tenendo conto di costi, spese e tasse) diminuisce dal 6,97% al 5,88% annuo. La diversificazione continua a pagare, ma per aumentare la redditività si dovrà necessariamente spostare parte degli asset sulla parte azionaria. A questo, bisogna iniziare ad aggiungere che è inutile creare bellissimi portafogli super efficienti se prima non avremo eliminato i rischi catastrofici nei quali ognuno di noi potrebbe incorrere nelle nostre sempre più lunghe vite e che prosciugherebbero in poco tempo tutti i risparmi faticosamente accumulati in una vita, ridimensionando per giunta i nostri redditi e complicando la vita a chi sarà intorno a noi. L'italiano medio a questo punto inizia a cercare insistentemente oggetti metallici, sperando che basti. Lo so, "toccare ferro" è gratis, mentre affrontare i problemi alla fonte ha un costo emotivo e economico più elevato. Affrontiamoli insieme: se volete seriamente prendere in mano le redini del vostro futuro, contattatemi pure qui.

  • Più le mandi giù e più si tiran su...

    Si fa un gran parlare di azioni in questi mesi, soprattutto in relazione ad eventi catastrofici quale l'attuale ed ancora in corso pandemia da Covid-19. I titoli dei quotidiani, sia online che cartacei, ne hanno approfittato e i termini quali "crollo", "bruciati N miliardi" nel falò delle vanità del capitalismo, et similia, sono diventati ahimè sempre più comuni. Qui i risparmiatori meno avveduti e in cerca di guadagni facili hanno venduto troppo tardi e in preda al panico e (come sempre) hanno davvero perso rilevanti capitali. Questo viene anche certificato dal recente aumento della liquidità sui conti correnti, arrivati all’astronomica cifra di 1.460 miliardi di euro. Però, quando si affrontano gli investimenti, che ricordiamolo, servono a produrre rendimenti nel lungo termine (vedi qui), non possiamo dimenticare proprio le azioni. Ma sapete davvero cosa sono e come funzionano? Le azioni rappresentano una quota del capitale sociale di un'impresa (SpA o SapA) e quindi chi le possiede partecipa in qualità di socio alla vita dell'azienda. Tramite esse, il socio può, ad esempio, partecipare ed intervenire alle assemblee, votare, impugnare il bilancio, ecc. e ha ulteriori diritti quali essere remunerato dai dividendi che vengono staccati periodicamente, oltre che ricevere assegnazioni di azioni in caso di aumento gratuito di capitale e di opzione nel caso sia a pagamento. I titoli azionari non hanno scadenza e possono essere compravenduti sul mercato, a patto esso stesso sia liquido (cioè che esistano compratori e venditori). Tralasciando ulteriori distinzioni tra azioni ordinarie, privilegiate e di risparmio, concentriamoci invece su che cosa influisce sul valore delle azioni e del perché questo oscilli quotidianamente. Le azioni sono titoli a reddito variabile; i dividendi (che derivano dagli utili netti che annualmente la società produce) non sono mai certi a priori e cambiano nel tempo. Quindi, le azioni sono valutabili solamente sulla base dei flussi di cassa che generano e del prezzo di vendita. Semplificando, il prezzo di un'azione è funzione del flusso futuro (infinito) di dividendi. Questo significa che il mercato prezza istantaneamente qualsiasi evento (positivo o negativo) in funzione degli utili che le società produrranno nel futuro, e tanto più questo è lontano nel tempo, tanto più le oscillazioni del prezzo saranno elevate. Quindi, più alte saranno le previsioni sugli utili aziendali futuri e più elevate saranno le quotazioni azionarie delle stesse. Il mercato ha sempre ragione, come si dice, ma a volte esagera: quotazioni maggiori attraggono sempre più investitori, che continueranno ad acquistare a prezzi sempre più elevati (anche oltre quelli ritenuti più congrui) fino a quando un evento che impatta negativamente gli utili futuri (come ad esempio il Covid-19) pone fine alla lunga fase rialzista (o Toro). Le nuove prospettive si abbattono pertanto sui prezzi, e inizia una velocissima discesa dei prezzi (detta fase ribassista o Orso), a livelli più consoni rispetto ai nuovi utili aziendali. Il mercato, anche qui, è portato ad esagerare e le quotazioni tendono ad andare sempre più giù, dovuto più che altro alla fuga degli investitori... Le crisi spazzano via le aziende che operano in settori poco performanti, sottocapitalizzate, sovraindebitate e con utili descrescenti o addirittura in perdita. Lasciano strada invece ad aziende solide, poco indebitate, con utili crescenti e che migliorano costantemente la frontiera tecnologica. Il ciclo si ripete, inizia una nuova fase Toro e chi ha acquistato quando tutti vendevano avrà un extra rendimento sui propri capitali dovuto non tanto al mercato ma al proprio comportamento. I risultati, dopo anni di comportamenti adeguati, si vedono: chi ha saputo, magari con l'aiuto di un consulente finanziario, investire sul giusto orizzonte temporale approfittando anche delle "stagioni degli sconti" che periodicamente i mercati offrono, avrà ottenuto dei risultati adeguati. Chi invece, magari dopo fallimentari esperienze sui mercati affrontati senza adeguata preparazione, ha mantenuto e mantiene i propri risparmi sul conto corrente, vedrà il proprio capitale affievolirsi anno dopo anno senza neanche accorgersene.

  • Col senno di poi...

    Oggi è una giornata che verrà ricordata negli annali e nelle statistiche borsistiche nei prossimi anni. Ci verranno in mente tutte le sensazioni di incredulità, panico e rassegnazione, chi abbiamo chiamato, chi ci ha tempestato di telefonate e messaggi, in preda allo sconforto... Durante la crisi finanziaria partita dal fallimento di Lehman Brothers (una delle più gravi per ampiezza e profondità) io c'ero e nei miei ricordi ormai indelebili ripesco esattamente le stesse sensazioni. Analizzando quel periodo, col senno di poi, è stato il migliore in assoluto per chi ha tenuto i nervi saldi, non ha disinvestito e anzi ne ha approfittato, nella certezza che, con un portafoglio correttamente diversificato che ha eliminato i rischi specifici, collocato nel giusto asse temporale del medio-lungo termine, le oscillazioni dei mercati sono sempre occasioni per acquistare. Rimanere fedeli ai propri programmi, necessariamente non di breve termine, è però difficile: siamo bombardati da notizie negative che ci fanno sembrare improrogabile prendere una decisione, una qualsiasi, e di solito quella più deleteria alle nostre finanze: scappare, rimanere liquidi e attendere il "momento giusto" per rientrare (di solito, troppo tardi o mai). Oggi invece è il giorno del senno di poi. Il giorno del quale, fra qualche tempo, magari pentendoci, penseremo "ah, se solo avessi acquistato..."

  • I conti della serva

    Puntuale come ogni anno, pubblico qui di seguito i risultati delle diverse asset class degli ultimi 15 anni, 2019 incluso. Che dire: quello appena trascorso è stato un anno fantastico che ha completamente confermato ciò che tutte le statistiche ci illustrano di anno in anno e cioè che perseverare e mantenere le posizioni coerenti con i propri obiettivi ha un effetto estremamente positivo sul nostro patrimonio, il quale non potrà fare altro che crescere. Dal 2005 al 2019 il portafoglio contrassegnato con AA nella figura (ribilanciato annualmente e non tenendo conto di costi, spese e tasse) avrebbe avuto un rendimento del 6,97% annuo: la diversificazione funziona e paga, sopportando il costo emotivo che le fluttuazioni del mercato ci provoca. Il consulente, oltre alla pianificazione finanziaria per obiettivi, l'ottimizzazione fiscale, successoria, pensionistica, e così via, serve soprattutto nelle fasi dove c'è bisogno di qualcuno che ci aiuti a tenere la barra a dritta e non smarrire la retta via. Fate pure tutti i conti della serva che volete, ma sarà sempre più difficile lasciare ostinatamente fuori dai portafogli le asset class più performanti ma più volatili, in quanto il mondo obbligazionario sta inesorabilmente esaurendo le sue ultime cartucce sul fronte dei rendimenti. I tassi sono sotto lo zero quasi dappertutto e ci rimarranno per diverso tempo! Anno nuovo, vita nuova, quindi! Se state ancora procastinando in attesa del ritorno dei bei tempi andati, se state aspettando il momento "giusto" per entrare, se il vostro attuale interlocutore non vi soddisfa pienamente, se volete seriamente prendere in mano le redini del vostro futuro, contattatemi pure qui. Un riepilogo ai miei precedenti articoli sullo stesso argomento qui e qui L'immagine è tratta dal sito https://novelinvestor.com/asset-class-returns/

  • Sul ponte sventola bandiera bianca?

    Le notizie che circolano in questi giorni (qui) rivelano che molti risparmiatori hanno issato la bandiera bianca riguardo i propri investimenti; tutte le scelte effettuate sono ormai concentrate sulla linea di minor resistenza, detta anche"non faccio niente e attendo non si sa bene cosa". Rinunciano quindi volontariamente a programmarsi il futuro per evitare di esporsi alle oscillazioni (quali che esse siano) e scelgono la perdita certa che ne deriva dall'apatia finanziaria. Nei numerosi corsi che ho fin qui frequentato, me ne ricordo uno fra tanti che mi ha lasciato un segno indelebile diversi anni fa e che s'intitolava pressappoco "Pensare Positivo". In estrema sintesi, il messaggio che trasmetteva era che nella vita bisognebbe pensare in maniera costruttiva e evitare di lasciarsi andare a pensieri catastrofici, a volte incontrollabili. Più facile a dirsi che a farsi! Tutto conspira contro di noi: il nostro cervello è infatti programmato a farci fuggire di fronte al minimo pericolo, reale o immaginario, per evitarci danni anche mortali. Il mondo moderno non ci aiuta molto: le notizie che ci vengono propalate ed urlate ad ogni minuto del giorno e della notte, che si parli di economia, politica, società, ambiente, ecc. sono per lo più negative perché sono quelle che fanno vendere e portano più click. Ma se teniamo conto di tutto il bombardamento quotidiano, iniziamo a ritenere il mondo in cui viviamo estremamente insicuro, pieno di insidie e paure, e rischiamo di perdere di vista tutto ciò che di positivo, invece, ci circonda. Ad esempio, nel mondo sempre più persone percepiscono un reddito mensile che permette loro di vivere più dignitosamente rispetto a solo un decennio fa. Ma a sentire i telegiornali, nulla sembrerebbe essere cambiato (qui un mio articolo che ne parla). In tema finanziario, poi, questi scenari hanno dirette ripercussioni, per lo più positive, sui nostri investimenti. Tenerne conto, senza essere distratti dagli scopi che si siamo prefissi, ci aiuta a scegliere correttamente gli strumenti finanziari che ci permetteranno di raggiungere i nostri obiettivi. Banalmente, se si riuscisse a non fare i classici errori che tutti gli investitori prima o poi compiono, trascinati proprio dalle notizie negative o addirittura false, il compito sarebbe davvero alla portata di tutti; ma quali sono questi errori? Facciamo una carrellata veloce: pensare troppo al breve termine, lasciando ad esempio tutti i soldi in conto corrente per evitare perdite e ottenere, invece, esattamente l'effetto contrario (qui un mio articolo); credere di sapere tutto e liquidare con sufficienza i consigli dei consulenti (effetto Dunning - Kruger), affidandosi a soluzioni che magari hanno funzionato nel passato in scenari però completamente diversi dagli attuali; "innamorarsi" dello strumento finanziario adottato per i motivi sbagliati e continuare nella scelta nonostante gli esiti nefasti (ad esempio, comprare l'azione XYZ e continuare a comprarla anche a prezzi sempre più bassi perché "ho sentito che salirà"); mancanza di una qualsiasi strategia a lungo termine (e perdersi tutti i vantaggi); voler diventare ricchi subito (qui un divertente esempio delle Canistracci Oil), magari con strumenti a leva, non essendo pienamente consci dei rischi insiti nei prodotti scelti; usare la "pancia" invece che la "testa": se il mercato crolla (e lo fa sempre, prima o poi), uscire dallo stesso in perdita in preda al panico e aspettare che risalga per rientrare è una tecnica fallimentare; il mercato ha sempre ragione e non è sotto il nostro controllo: sperare che faccia quello che vogliamo noi è illogico; ultimo, ma non meno importante: se, nonostante questo elenco, pensiamo che la colpa dei nostri fallimenti sia di qualche fattore esterno, ci manca una qualità importante: imparare dagli errori per evitare di rifarli in futuro.

  • Ho visto cose che voi clienti...

    Io ne ho viste cose che voi clienti non potreste immaginarvi: depositi titoli in fiamme all'aumento dello spread nel 2011 e ho visto titoli azionari acquistati durante la bolla Internet del 2000 balenare come supernovae nel buio vicino alle porte del MIB30 ho visto Replicanti dare budget di prodotto mensili e pretendere di rispettare la Mifid2 mentre ho visto aziende floride implodere a causa di operazioni baciate (ma non dalla fortuna) vicino alle porte di Tannhäuser. ho visto persone brancolare nelle filiali senza clienti che esortano quest'ultimi a ritornarvi per acquistare prodotti inutili e costosi ho visto promesse di carriera sfidanti al raggiungimento di obiettivi surreali ho visto risparmi sui conti correnti annichilirsi anno dopo anno per l'inflazione non ascoltando i consigli del proprio consulente e tutti quei momenti andranno perduti nei bilanci annuali come lacrime nella pioggia. E' tempo di cambiare. Seriamente. (liberamente tratto dal film Blade Runner, monologo del replicante Roy Batty)

  • Finanza creativa e matematica alternativa

    Oggi vi racconterò un aneddoto che risale ai primi anni del 2000. Fresco di nomina, mi occupavo degli investimenti dei clienti di una filiale bancaria in un remoto paese dell'estremo nord est della nostra bella penisola. Una signora, alquanto benestante, si accinge a rinnovare i suoi BOT annuali ormai in scadenza e io, inesperto ma fresco di studi e di corsi, volendo far del bene, inizio a parlarle di diversificazione, asset allocation, orizzonti temporali, e chi più ne ha più ne metta. Tra una parola e l'altra, le spiego anche come funzionano i suoi BOT e accenno con un semplice esempio che gli interessi degli stessi non sono anticipati bensì "maturano" giornalmente fino ad arrivare a quota 100 il giorno della scadenza. Apriti cielo: la cliente si alza dalla sedia infuriata e mi intima, puntandomi contro il dito indice, di ritirare immediatamente le mie parole e di affermare invece che sì, gli interessi erano tutti anticipati... Se non l'avessi fatto, avrebbe ritirato tutti i suoi risparmi e sarebbe andata in un'altra banca che "facesse i BOT con interessi anticipati". Cliente persa, tutt'oggi convinta delle sue idee, ma la matematica non è un'opinione, come questo video (con i sottotitoli) simpaticamente dimostra...

  • Quanto vale un buon consulente?

    Vi siete mai chiesti qual è il valore aggiunto di un buon consulente in termini concreti? Se siete clienti storici del vostro istituto di credito e non siete completamente soddisfatti della consulenza fin qui ricevuta, potrebbe valere la pena leggere l'articolo sotto riportato nel link. Una buona pianificazione finanziaria, con obiettivi di investimento e strategie chiare, nel lungo termine paga! http://www.contemplata.it/2018/05/quanto-vale-un-buon-consulente/

  • Test: quanto ne sapete di finanza?

    Quanta cultura finanziaria avete? Siete pronti a mettervi in gioco?? Qui sul sito della Consob ci sono diversi questionari e molto molto altro! http://www.consob.it/web/investor-education/cultura-finanziaria

  • ...e diamoci un rating!

    Oggi, più che mai, è indispensabile se si è titolari di un'azienda piccola o grande, sapere qual è il proprio rating. Ogni volta che un imprenditore si reca in banca per poter richiedere un finanziamento, la valutazione di affidabilità che quest'ultima compie è espressa da una scala, simile a quella di Standard & Poor's o Moody's. Avere un rating non ottimale significa, ad esempio, ottenere affidamenti di importo non sufficiente ai propri bisogni, tassi più elevati, richieste di garanzie ulteriori che attenuino il rischio creditizio (quali fidejussioni, pegni, ipoteche, ecc.) o addirittura, nei casi più gravi, il diniego del finanziamento stesso.  Nel sito sotto indicato è possibile inserire i propri dati di bilancio e misurare la propria affidabilità con una serie di strumenti interessanti... http://arearating.com

  • Quanto mi dai?! (reloaded)

    Faccio seguito a questo mio post (qui) per aggiornare i dati relativi ai rendimenti suddivisi per asset class al giugno 2019. E' bastato un solo semestre per ribaltare (in positivo) tutto ciò che era successo nel 2018! Chi avesse disinvestito in preda alla paura di "perdere tutto", a dicembre dello scorso anno, per riposizionarsi sulla liquidità in attesa di tempi migliori, ha perso per l'ennesima volta l'occasione di recuperare rapidamente il drawdown (correzione) e rivedere il segno più sui propri investimenti. Invece, dando un'occhiata ai comportamenti dei risparmiatori, la stragrande maggioranza degli investitori (a livello mondiale) ha proprio fatto così. L'effetto nel lungo termine di tali comportamenti sarà che i rendimenti medi così ottenuti non coprano neanche l'inflazione... Resta però quanto avevo detto qualche mese fa: "Che succederà nel 2019? Nessuno può saperlo, nonostante ci si affanni inutilmente a leggere centinaia di pagine delle più blasonate case di investimento. Banalmente, se ci fosse qualcuno che potesse seriamente trovare un algoritmo che potesse farlo, avrebbe in breve termine il monopolio di tutto il risparmio gestito del pianeta! Tutto ciò che si può affermare (e qui la previsione è certa), è che la colonna del 2019 (e quelle degli anni a venire) sarà completamente diversa da tutte le altre viste sinora... (...) Se si continuerà a mantenere sui conti correnti tutti i propri risparmi senza una seria pianificazione orientata ai propri obiettivi di vita, i danni in termini di mancato adeguamento al costo della vita dei propri sudati risparmi saranno irreparabili." Volete veramente perseverare a "seguire l'onda" e andare dietro alle soluzioni apparentemente facili e senza fatica o iniziare finalmente a mettere ordine nei vostri investimenti? Per ulteriori informazioni, contattami qui L'immagine è tratta dal sito https://novelinvestor.com/asset-class-returns/

  • Quanto mi dai?!

    Ecco la tabella aggiornata a tutto il 2018 dei rendimenti suddivisi per asset class degli ultimi 15 anni. Come si può facilmente vedere, ogni anno cambia la classifica dei "migliori e peggiori" aggregati per macro tipologie. Il rendimento del "Cash" (tasso di rendimento del Treasury Bill a 3 mesi, non di certo il conto corrente...) non è stata mai un'opzione che ha dato rendimenti eccellenti, tranne il 2018, anno più unico che raro. Che succederà nel 2019? Nessuno può saperlo, nonostante ci si affanni inutilmente a leggere centinaia di pagine delle più blasonate case di investimento. Banalmente, se ci fosse qualcuno che potesse seriamente trovare un algoritmo che potesse farlo, avrebbe in breve termine il monopolio di tutto il risparmio gestito del pianeta! Tutto ciò che si può affermare (e qui la previsione è certa), è che la colonna del 2019 (e quelle degli anni a venire) sarà completamente diversa da tutte le altre viste sinora... Da notare, infine, che chi negli anni passati, con l'aiuto di un consulente, ha costruito un portafoglio così costruito (ribilanciato annualmente e non tenendo conto di costi, spese e tasse): 15% azioni a larga capitalizzazione 15% azioni internazionali 10% azioni a bassa capitalizzazione 10% azioni paesi emergenti 40% obbligazioni non speculative ha potuto ottenere un rendimento medio annuo del 6,67%, con un rendimento migliore pari al 24,6% e peggiore pari al -22,40%. Ipotizzando pertanto un capitale investito di € 100.000,00 al 6,67%, in regime di capitalizzazione composta, dopo 15 anni avremmo ottenuto un capitale di € 239.655,81... Se si continuerà a mantenere sui conti correnti tutti i propri risparmi senza una seria pianificazione orientata ai propri obiettivi di vita, i danni in termini di mancato adeguamento al costo della vita dei propri sudati risparmi saranno irreparabili. Per ulteriori informazioni, contattami qui La tabella è stata estratta da questo indirizzo: https://novelinvestor.com/asset-class-returns/

  • Il materasso (è la felicità)...

    Questo è il titolo di una famosa canzone di Renzo Arbore degli anni '80, che tra il serio e il faceto (anzi, più faceto che serio) confrontava la comodità del materasso rispetto alla sedia, la poltrona, il sofà e via dicendo. Anche per quanto riguarda l'ambito finanziario, il conto corrente (il materasso) è comodo, affascinante, seducente. Non espone a rischi, i miei soldi li vedo lì ogni giorno, posso prelevarli e contarli tutti (ma non fatelo...), posso spenderli, e così via. Solo che in Italia, in special modo, il cosiddetto materasso ha raggiunto dimensioni al di fuori di tutte le ragioni più o meno sensate ed inizia ad essere esagerata: più di 1.371 miliardi di euro! Qual è il danno che facciamo a noi stessi impedendo a tutto questo fiume di denaro di lavorare per noi e farci raggiungere i nostri obiettivi? Qui potete calcolarvelo da soli ed è tratto dal sito ufficiale dell'Istat. http://rivaluta.istat.it/Rivaluta/# Per fare un esempio, lasciare 100.000,00 euro sul conto corrente a tasso zero da gennaio 2004 a dicembre 2018 (15 anni) avrebbe fatto perdere il suo potere di acquisto di 23.100,00 euro. In sintesi, 100.000,00 del 2004 equivalgono a 123.100,00 euro del 2018. Un investimento dello stesso importo e nello stesso periodo a un tasso (non irresistibile) del 3% annuo avrebbe fruttato ben 155.796,74 euro; al netto dell'inflazione avrei ottenuto quindi 32.696,74 euro in più, con un rendimento reale annuo del 1,90%! Qui sotto, invece, una rappresentazione grafica di come, dal 2003 al 2018, non investendo correttamente il denaro abbia portato l'incremento del risparmio in Italia di un misero +23% rispetto a paesi dove probabilmente le persone fanno lavorare i propri risparmi invece che lavorare per i propri risparmi! Se hai deciso di spendere tutti i soldi che hai sul conto nei prossimi giorni, lasciali pure dove sono; ma se pensi di non dover fare tutto il lavoro da solo e cerchi qualcuno che ti possa aiutare a far lavorare i tuoi risparmi per realizzare i tuoi obiettivi, contattami pure...

  • Quello che conta davvero: l'educazione finanziaria

    Secondo voi è più importante sapere se il Dow Jones andrà su o giù nei prossimi 10 giorni oppure pianificare coerentemente la propria vita nei prossimi 10, 20 o 30 anni? Quale comportamento darà i suoi frutti? Iniziamo a parlarne: finalmente un portale ben fatto e comprensibile a tutti! Qui il video di presentazione su youtube: https://www.youtube.com/channel/UCRgrJ3c-d4lBaYrRcYv_Eyg e qui il link al sito http://www.quellocheconta.gov.it/it/

  • Sempre più in alto!

    Molti clienti mi chiedono, in fase di investimento dei propri asset o durante le visite periodiche per verificarne l'andamento (e ribilanciare il portafoglio), quali saranno le "previsioni" per il prossimo anno. La risposta più onesta che si possa dare è: non lo so. Anche le più blasonate case di gestione, nonostante le loro previsioni, hanno dimostrato ex post che è un mestiere da lasciare agli astrologi. Quello che però mi sento di dire è che in un orizzonte temporale lungo periodo, le asset class più performanti saranno necessariamente quelle più volatili. I costi che verranno applicati avranno un peso decisivo e sposteranno i rendimenti, a costo di essere smentito, anche in maniera significativa. In questi ultimi giorni di un 2018 che si appresta ad essere un anno "particolare" pieno di segni "meno" e da aggiungere a tutti gli altri anni particolari già vissuti nel passato (niente di nuovo, pertanto, sotto il sole!), vi lascio con questo video. E' un video gemello di quello che già gira da tempo e che illustrava l'andamento del PIL dei primi 10 paesi nel mondo dal 1961 al 2017. Questo invece fa una proiezione dal 2018 al 2100 (addirittura!), ma non sarà molto lontano dalla realtà... https://www.youtube.com/watch?v=T9l2yCH5wBk

  • MIFID 2 e il valore del consulente

    In sintesi: un cattivo consulente costa sempre troppo, uno bravo non lo paghi mai abbastanza...

  • La sindrome del "presentismo"

    I tempi cambiano. Poche decine di anni fa, aspettare era un verbo di senso compiuto che implicava l'attesa di eventi che si sarebbero svolti nel futuro, più o meno distante. Si aspettava nelle interminabili code in banca, in posta, al supermercato. Si aspettava con trepidazione il regalo a Natale o al proprio compleanno. Si aspettava sotto casa la fidanzata o il fidanzato con pazienza e fiducia... Poi è arrivato, accompagnato da un vento fortissimo di cambiamento, il futuro. Dapprima con i computer, poi i telefonini, e infine i tablet e gli smartphone. Poi con l'avvento della potenza di calcolo che cresce a ritmi accelerati, ci siamo abituati a diventare parte di un mondo "virtuale" fatto di condivisioni, like, foto, video, motori di ricerca e, senza che ci manchi tanto, è scomparsa l'attesa. Si mandano e-mail, whatsapp, messaggi, ecc. e si aspetta freneticamente una risposta in tempo reale. Si estrae il proprio smartphone centinaia di volte al giorno dalla tasca o dalla borsetta per leggere gli aggiornamenti sui social. Tutto questo ha però un costo, soprattutto per le nuove generazioni abituate fin dalla culla a maneggiare con disinvoltura mezzi sofisticati ma allo stesso tempo facilissimi da utilizzare: tutto deve avvenire nell'immediato e in tempi rapidissimi. Ben venga, si dirà: si risparmia tempo e denaro! Un click e il bonifico è fatto. Un click e ho pagato la bolletta. Un click e ho mandato i miei soldi dall'altra parte del mondo. Un click sulla app e conosco l'andamento di tutti i mercati azionari mondiali; magari posso anche seguire i consigli di un'intelligenza artificiale che mi segua nell'allocare i miei risparmi. Il tutto a costi irrisori. Bellissimo. Stupendo. Per le nuove generazioni però si sta profilando un futuro cupo, di ragazzi e ragazze che inconsciamente spendono tutto quello che guadagnano anche per non sfigurare con lo stile di vita degli amici e conoscenti, (nel mondo anglosassone chiamano questo fenomeno peer pressure), prendendo più like e visualizzazioni possibile. Tutto deve avvenire subito, adesso, ora. I risparmi? Massì, c'è tempo, mi diverto ora che sono giovane. I rendimenti? Tutti e subito. I crolli del mercato? Vendo, subito, prima che sia troppo tardi! Ma come ci siamo già detti più volte (qui, qui e qui ), i rendimenti sostanziosi che fanno crescere il propri capitale arrivano in tempi molto lunghi e purtroppo incompatibili con i ritmi odierni... La pianificazione finanziaria è un processo semplice e al tempo stesso complesso, ma che prevede una sintonia di intenti fra chi ci ha affidato i propri risparmi e chi deve farli crescere e proteggere nel tempo con soluzioni non banali, che necessariamente dovrà coprire l'intero arco di vita del cliente. Tutte le scorciatoie che ci si ostina a rincorrere, magari pretendendo rendimenti elevati a breve termine, con investimenti "senza rischi", non portano purtroppo da nessuna parte...

  • Le calcolatrici previdenziali

    Con questi strumenti, puoi calcolare la tua pensione pubblica e in base ai risultati, quanto dovresti iniziare a risparmiare (e per quanto tempo) per avere, alla data del pensionamento, un reddito adeguato a mantenere costante il tuo tenore di vita. Solo una piccola parte della popolazione italiana possiede un fondo pensione integrativo: questo è diventato un argomento importante e urgente. E' il momento di agire, non pensarci ancora su... http://epheso.24oreborsaonline.ilsole24ore.com/PrevIntLightSole24Ore/Start.aspx?ID=Sole24Ore&CALLTOOL=C3

  • La professionalità del consulente finanziario

    Se non sapete come si chiama e dove abita chi vi consiglia un investimento, se non avete il suo cellulare e se non potete telefonargli di sera o di sabato, se non l'avete sempre visto solo seduto dietro a una scrivania e non di fianco a voi in una gradevole serata, allora non avete un banchiere personale ma un modulo prestampato umano!

© 2018-2020 Giuseppe Trentadue

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